21 Settembre 2020
Comunicati e News

ONORE AI PRESENTI

30-10-2019 15:39 - News
Si dice sempre così dopo una trasferta: onore ai presenti.
Onore a chi ha voluto esserci, a chi ha “speso” una domenica per la propria squadra, a chi ha dato tutto per sostenere i ragazzi in campo, a chi ha fatto vedere cos'è la Curva Parenti anche in trasferta.
Una trasferta non banale: anche se non tantissimi kilometri comunque un bel viaggio di quattro ore, verso un palazzetto notoriamente ostile, anche se in questa occasione l'atmosfera è stata abbastanza rilassata a parte alcune contrarietà con gli spettatori più che con la tifoseria organizzata.
Il viaggio si è svolto in tranquillità, con cori a ripetizione, battute, ed infine la lotteria con premi ambitissimi: un cesto con prodotti gastronomici, una maglia della Curva, il Terzo Premio.
Siamo arrivati in anticipo, questo ci ha permesso di accogliere i Magici al loro arrivo al palazzetto con tanto di bandiere, tamburo e cori, la loro sorpresa è stata grande, evidentemente non si aspettavano una tale accoglienza.
Tante squadre, anche di Superlega, se la sognano una tifoseria così.
Scambio di battute con alcuni appartenenti all'Hagar Group, così si chiamano i tifosi di Mondovì, ancora in numero esiguo dato l'anticipo sull'inizio della partita.
La presenza dei giovani sotto questo aspetto è stata fondamentale, sono stati loro i veri artefici di questo successo, di questo è stato già parlato nell'articolo precedente, ma ci fa piacere ribadirlo.
Secondo e terzo set uguali al primo, interrotti solo dall'esultanza per l'arrivo dei nostri fratelli da Cuneo, che ha evidentemente turbato i padroni di casa, che hanno commesso l'Errore (volutamente maiuscolo, noi ne sappiamo qualcosa): offendere Padura. La partita è praticamente finita lì, sappiamo bene come reagisce Willy agli insulti: si esalta e trascina tutti: i compagni e la Curva Parenti che non aspettava altro dal momento dell'annuncio del suo arrivo a Santa Croce.
Fine dei giochi: 3-0 e a casa, “barbera e champagne” con i nostri sotto la tribuna a salutarci e via a recuperare i nostri vessilli per il ritorno.
Tralasciamo gli episodi di intolleranza da parte di alcuni spettatori, evidentemente turbati dalla sconfitta, che si sono lasciati andare a gesti deplorevoli, ma noi diciamo no alla violenza sulle donne, e la cosa è finita lì.
Rientro tranquillo, chi cantava, chi russava, chi si aggiornava sulle partite.
Arrivo come da programma: mezzanotte e dintorni. Onore ai presenti.




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